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Il valore dei dati personali per le operazioni di marketing

24/05/2018

valore dati personali per marketing

Scopri perché i dati personali sono molto importanti per le operazioni di marketing

L’entrata in vigore del GDPR ci fa riflettere sull’importanza che i dati personali hanno nel mondo digitale in cui viviamo. Perché i dati hanno così tanto valore? Quali sono i dati più sensibili e preziosi? Che cosa dice il nuovo regolamento UE GDPR in merito?

Perché i dati personali sono così preziosi?

Lo scandalo legato a Facebook e Cambridge Analytica ha aperto gli occhi a molte persone e ha messo in rilievo l’importanza che i nostri dati personali hanno per le compagnie che si muovoo nel mondo online. I dati sono infatti economicamente molto importanti. Più sono le informazioni che un’azienda possiede sui suoi consumatori, più potrà creare campagne pubblicitarie mirate ed efficaci che vengano incontro ai bisogni e agli interessi dei propri futuri clienti. Facciamo un esempio concreto: più dati colleziona Facebook su di te, più potrà mostrarti pubblicità mirate. Le compagnie pagano questi inserti pubblicitari e quindi la piattaforma social guadagna. Si crea un circolo che si autoalimenta: i dati sono importanti per fare fatturato.

I dati personali più “appetitosi”

Quali sono i dati che fanno più gola alle compagnie? In cima al podio troviamo l’indirizzo email, il nome, il sesso e l’età. Si tratta di dati molto semplici da richiedere e fondamentali quando si creano campagne pubblicitarie fatte ad hoc per il pubblico. Più informazioni lascerai ad una compagnia, più potrà confezionare campagne pubblicitarie fatte ad hoc e colpire nel segno, offrendo servizi che ti potrebbero interessare.

Maggiore personalizzazione = Maggior successo

Facciamo un altro esempio: sapere quale giornale una persona legge ci dice già molto sulla sua istruzione o sul suo orientamento politico. I dati sono quindi sempre più imporanti perché permettono alle compagnie di agire in modo mirato sui clienti. Ma non solo: sapere chi c’è là fuori permette di rivolgersi al pubblico in modo più simpatico e personale, rafforzando il legame fra il cliente e la compagnia. Ciò si vede anche nell’invio delle newsletter: più gli oggetti sono personalizzati, più i lettori tendono ad aprire le email.

Si può definire gratuito ciò che si paga con i dati? Ecco cosa dice il GDPR

Ti sarà già capitato di ottenere qualcosa o iscriverti ad un servizio definito “gratuito” o “a costo zero” in cambio dei tuoi dati, come nome, cognome o indirizzo email. A partire dal 25 maggio non sarà più possibile utilizzare l’aggettivo “gratis” quando si chiedono in cambio dati personali. Non si può quindi definire come gratuito ciò che si paga con le proprie informazioni personali.

Il GDPR sottolinea inoltre come sia importante comunicare, nei casi in cui si scarica qualcosa da internet, che ciò avverrà in cambio dei propri dati. Ad esempio, se si scarica un’infografica dando il proprio indirizzo email, la compagnia deve sottolineare che l’indirizzo email verrà poi inserito eventualmente in una newsletter. Scaricare l’inforgrafica non sarà quindi gratis bensì avrà un costo: i tuoi dati.

L’importanza del consenso secondo il GDPR

Uno dei concetti fondamentali del GDPR, ovvero il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, è quello del consenso: il singolo deve infatti esprimere in modo attivo e chiaro la propria volontà di cedere informazioni personali ad una compagnia. Oltre a ciò chi tratterà i dati dovrà fornire un’informativa sul trattamento dei dati personali scritta in modo semplice e chiaro. Prima di cedere i tuoi dati personali assicurati quindi che le aziende rispettino quanto previsto dal GDPR ed elaborino i dati in modo serio e sicuro.

Nel mondo digitale i dati personali sono davvero imporanti. Le compagnie utilizzano le informazioni sui propri clienti per avviare campagne pubblicitarie mirate ed efficaci. Il GDPR vuole proteggere i dati dei cittadini europei nonché sensibilizzare gli utenti su questo tema.

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