Prova ora Login

Nozioni aggiornate sull’antispamming e sulle blacklist

test anti-spam

Attualmente circa l’80-95% delle email inviate sono spam. Per quanto serie e professionali possano essere le proprie email è difficile non farle rientrare nella blacklist degli spam. In questo articolo vogliamo insegnarti alcune tecniche per farlo.

Che cos’è la blacklist degli spam?

La parola spam viene usata in riferimento alla posta elettronica indesiderata, che raggiunge i destinatari senza che questi abbiano dato il proprio consenso. La parola spam in riferimento alla posta indesiderata o alle cosiddette junk email, è stata utilizzata per la prima volta nel 1995. Il termine deriva da uno sketch del gruppo comico inglese Monty Python, nel quale lo spam era una nuova carne in lattina non molto apprezzata e presentata come unica e sensazionale opzione del ristorante del posto. L’associazione tra spam e posta indesiderata è presto fatta.

Cosa sono i filtri anti-spam?

I filtri anti-spam, anche detti filtri antispamming, sono programmi che controllano la posta in entrata e che categorizzano la posta indesiderata come spam. Quando un’email in arrivo corrisponde ai requisiti del programma, viene automaticamente inoltrata nella cartella dello spam.

Questi filtri analizzano le email e calcolano, in base alla presenza di determinati trigger nell’oggetto o nel contenuto del messaggio, un punteggio spam per l’email presa in esame. I trigger, cioè gli attivatori, possono essere parole, frasi o anche formattazioni particolari che caratterizzano solitamente la posta indesiderata. Quando un’email raggiunge un determinato “punteggio spam” viene automaticamente inoltrata nella cartella relativa ed entra nella blacklist.

Il punteggio a partire dal quale un’email viene classificata come spam dipende dal provider di posta elettronica e delle impostazioni della posta indesiderata del destinatario. Alcuni filtri anti-spam hanno anche una memoria e classificano come spam anche le email che il destinatario aveva precedentemente classificato come spam. Pertanto molti programmi anti-spam sono particolarmente efficaci e rigidi nella classificazione della posta indesiderata.

Quando un’email raggiunge la cartella dello spam, invece che quella della posta in arrivo, il destinatario potrebbe non leggerla mai e il mittente potrebbe restare per sempre all’oscuro del destino della propria email.

Cosa sono le blacklist degli spam?

Nell’email marketing, una blacklist o lista nera pubblica è una raccolta di indirizzi IP e domini ai quali fanno riferimento i filtri anti-spam. Se un indirizzo IP viene classificato anche una sola volta come fonte di spam viene inserito in una blacklist e  tutte le email inviate da questo indirizzo vengono bloccate, finendo nella posta indesiderata. Detta in altri termini la blacklist è una sorta di prigione per indirizzi IP e domini.

Come per i filtri anti-spam, molti provider di posta elettronica usano diverse blacklist e di queste ve ne è una enorme quantità. Essere inseriti in una di queste liste non significa però obbligatoriamente essere bloccati da tutti i server. Alcune liste nere condividono le informazioni ma non è certo che lo facciano. Provider di posta elettronica molto diffusi, come Gmail ad esempio, usano più blacklist contemporaneamente.

Anche se il proprio indirizzo IP o  il proprio dominio viene inserito in diverse liste nere, c’è ancora un barlume di speranza. Molti filtri anti-spam e provider di blacklist offrono la possibilità di proteggere il proprio indirizzo o di cancellarlo delle liste nere nelle quali è stato inserito. Se si infrangono per la prima volta le regole di questi programmi, è possibile che la richiesta di cancellazione venga facilmente accolta. Più difficile che questo si verifichi, se l’infrazione avviene in modo continuativo e da molto tempo.

L’armada dei filtri anti-spam

I programmi antispamming determinano i criteri di classificazione dello spam, quali email devono essere inoltrate nella casella dello spam e quali indirizzi IP e quali domini rientrano nelle liste nere. Ci sono centinaia, se non migliaia, di blacklist pubbliche per email e di filtri anti-spam a pattugliare le caselle di posta in entrata. I programmi illustrati nelle tabelle di sotto sono quelli usati più comunemente:

Filtri anti-spam
SpamAssassin
SpamBayes
Amavis
Blacklist
The Spamhaus Block List (SBL)IP-Based
The SpamCop Block List (SCBL)IP-Based
The Passive Spam Block List (PSBL)IP-Based
The Spamhaus Domain Block List (DBL)Domain-Based
Uniform Resource Identifier Black List (URIBL)Domain-Based
Spam URI Realtime Blocklist (SURBL)Domain-Based
Cos’è una blacklist basata sul dominio?

È una lista di domini, dai quali si sa o si suppone che vengano inviate email contenenti testo classificabile come spam. I provider di email che usano le liste nere, bloccano tutte le email nelle quali sono presenti collegamenti a tali domini.

Cos’è una blacklist basata sugli IP?

È una lista di IP di singoli computer noti per l’invio di spam, di server dai quali viene inviato spam o di provider di posta elettronica, dai quali domini viene inviato spam. I provider di posta elettronica che usano queste liste nere, bloccano tutte le email inviate da questi indirizzi IP.

Spam, blacklist ed email marketing: cosa fare e non fare

Finora abbiamo illustrato come funzionano i filtri antispamming. Ma come evitarli? L’idea che il proprio nome aziendale possa essere associato allo spam non è per niente rassicurante. Per prevenirlo, ci sono diversi modi. Ti presentiamo una lista di best practice da usare se si vuole gestire una campagna di email marketing di successo e soprattutto corretta:

Da fare:

  • Iscriversi in una lista bianca o white list.
    Una lista bianca è esattamente l’opposto di una lista nera. Le email inviate da un indirizzo IP o dominio inserito in una di queste liste bianche hanno libero accesso alla posta in entrata dei che usano la stessa lista bianca. Una volta inseriti in una di questa liste, si rischia comunque di essere espulsi se la propria reputazione non è positiva. Le liste bianche più usate sono: The DNS-Whitelist (DNSWL.org), The Spamhaus Whitelist (Spamhaus.org/whitelist).
  • Richiedere l’autorizzazione dei destinatari.
    La posta indesiderata viene inviata per antonomasia senza il consenso dei destinatari. È ovvio dunque che, per evitare di finire nella blacklist degli spam, le email devono essere inviate solo ai destinatari che hanno esplicitamente dato la propria autorizzazione.
  • Cambiare frequentemente i contenuti.
    Non scrivere sempre gli stessi contenuti. I filtri anti-spam e le liste nere sono in grado di riconoscere contenuti sempre uguali e usano questo come uno dei criteri di classificazione dello spam o, cosa ancora peggiore, classificano l’email come inviata da uno spammer automatico.
  • Usare server sicuri.
    Affidati ad un software per l’email marketing professionale. Per riconoscere un buon software, verifica che sia certificato, ad esempio dalla Certified Senders Alliance (CSA). In questo modo le email inviate vengono automaticamente inserite nelle liste bianche.
  • Non lasciare niente al caso.
    Prima ancora di inviare la tua email  verificane il livello di spam. Con un test anti-spam puoi infatti verificare subito se la tua email è in pericolo o meno e attuare le modifiche necessarie per evitare che finisca nello spam dei destinatari.

Da non fare:

  • SCRIVERE TUTTO IN STAMPATELLO.
    OLTRE AD AGGREDIRE IL LETTORE, LO STAMPATELLO NELL’OGGETTO O NEL TESTO DI UNA EMAIL È UNO DEI PRIMI CAMPANELLI DI ALLARME CHE ATTIVA I FILTRI ANTI-SPAM.
  • Mettere fretta.
    Per quanto efficace in alcuni casi, l’urgenza deve essere evitata. Frasi del tipo “Clicca ora” o “prima che sia troppo tardi” tempestano i messaggi di spam. Evita inoltre di usare più di un punto esclamativo!!!!!!!
  • Usare le parole “soldi” e “credito”.
    Per chi opera nel settore dell’email marketing questo può risultare piuttosto difficile oltre che inevitabile; nonostante ciò è consigliabile usare delle perifrasi o dei sinonimi. Parole come “guadagno”, “soldi”, “contanti”, “gratis”, “comprare” o anche semplicemente simboli monetari come € e $ possono richiamare l’attenzione dei filtri anti-spam. Parole come “credito” e “prestito” possono far scivolare facilmente le tue email nelle blacklist e devono pertanto essere evitate.
  • Usare parole o frasi “affette da spam”.
    Ricorda che i filtri anti-spam sono programmi automatici e che non sono in grado di riconoscere il contesto nel quale sono collocate determinate parole o frasi. Parole tipicamente usate nello spam o frasi pubblicitarie come “marketing” “offerta” “garantito” e “clicca qui” dovrebbe essere usate il meno possibile. Inoltre, da evitare:
    tutto ciò che fa riferimento a contenuti vietati ai minori
    tutto ciò che fa rifermento a farmaci che necessitano di prescrizione medica, come pillole e simili
    tutto ciò che si riferisce all’argomento giochi, casinò, ecc.
  • Comprare liste di contatti.
    Le liste di contatti acquistate sono indirizzi di utenti che non hanno esplicitamente espresso il proprio consenso alla ricezione della tua newsletter e che pertanto non saranno particolarmente entusiasti di riceverla. Inoltre, queste liste sono spesso generate senza il consenso dei destinatari e sono illegali!
  • Dimenticare il testo.
    Per quanto possa essere bella la grafica della tua newsletter, se invii una email con solo immagini è molto probabile che finisca nello spam. Questo succede, infatti, quando le newsletter sono prive di elementi testuali; senza un testo che quanto meno descriva l’immagine, i programmi anti-spam riconoscono solo una gran quantità di codici e nessun contenuto.

Requisti legali e spam

Le regole da seguire non riguardano solo quelle per evitare i programmi anti-spam. Vi è infatti una cospicua normativa che regola l’email marketing e l’invio di newsletter e che contribuisce a limitare lo spam. Eccoti un riassunto dei principali punti della normativa in vigore (in Germania):

Da Fare:

Inserire un link o un tasto per le cancellazioni. 
Accertati che gli iscritti alla tua newsletter possano disdire in qualunque momento la propria iscrizione, cliccando semplicemente sul un link o un tasto, se non vogliono più ricevere la tua newsletter. La normativa prevede che tutte le newsletter debbano contenere questo collegamento e che l’iscritto debba potersi cancellare in qualunque momento.

Inserire le note legali.
Tutte le email commerciali devono contenere le note legali, cioè i seguenti dati: nome proprio o dell’impresa, indirizzo, forma legale, rappresentanti legali, numero di telefono e di fax, indirizzo email, numero di registro d’impresa, numero di partita IVA del mittente.

Da non fare:

Celare l’intento pubblicitario.
Se una email contiene pubblicità, devi assicurarti che l’intento pubblicitario sia ben chiaro. Nell’email marketing è addirittura proibito fare pubblicità in alcuni tipi di email, come ad esempio nell’email di conferma di registrazione della procedura di doppio opt-in.

Nascondere qualcosa.
In particolare nell’oggetto, nel titolo, nell’indirizzo mittente o nell’indirizzo dell’email di risposta spesso si usano parole che invogliano il lettore a cliccarvi ma che in realtà inoltrano a contenuti ben diversi da quelli promessi. Sincerità e trasparenza sono gli elementi che ti faranno guadagnare la fiducia degli iscritti alla tua newsletter e dei tuoi destinatari.

Blacklist e spam: perché è così importante attenersi a queste regole?

Nell’email marketing i filtri anti-spam e le blacklist possono annullare in un batter d’occhio tutto il lavoro fatto e danneggiare notevolmente la tua campagna di email marketing.

Puoi, però,  evitare che le tue newsletter vengano bloccate attenendoti ai criteri elencati in questo articolo.

Cerchi altre vie per raggiungere in modo sicuro e certo i tuoi contatti? Usando un modello premium con il design personalizzato la corretta visualizzazione delle newsletter è garantita su tutti i dispositivi di lettura; con un modello premium, inoltre, puoi utilizzare la funzione (qualora richiesta) di inserimento prodotti e di trasferimento dei contenuti in un solo click. Inoltre, con il test dei client di posta elettronica puoi scoprire ancora prima dell’invio delle tue newsletter come queste vengono visualizzate sui diversi client e ottimizzare eventuali problemi di visualizzazione. Per uniformare la tua comunicazione aziendale, con Newsletter2Go puoi inoltre anche personalizzare le tue landing page con il tuo design e rafforzare la riconoscibilità del tuo marchio aziendale anche in tutte le fasi del tuo email marketing.

Über den Autor

Angela Antonicelli
Country Manager Italia

War der Beitrag hilfreich?

Thank You!
Comments
  1. […] Come evitare che le proprie newsletter vengano classificate come spam […]

Lascia un commento

Newsletter2Go utilizza cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Continuando a navigare su questo sito, si accetta l'uso dei cookie. Accetto.