La guida alle leggi anti-spam internazionali [infografica]

Guida alle leggi anti-spam internazionali

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di spam. Il tema ha assunto una tale importanza che, in tutto il mondo, sono stati emessi diversi provvedimenti per tutelare i cittadini dalle email non desiderate. Ed è bene che chi si occupa di email marketing si informi anche sulle normative in vigore nei diversi paesi non solo per non mettere a rischio la propria reputazione ma anche per evitare di incorrere in multe salate.

La legge anti-spam del Canada (Canada’s Anti Spam Law, CASL), ad esempio, non si applica solo chi invia dal territorio canadese ma anche a coloro che inviano verso destinatari canadesi. Ce ne sono alcuni tra gli iscritti alla tua newsletter? Anche se la tua attività non ha sede in Canada, dovrai rispettarne la normativa. Questo scenario non è isolato e si ripresenta anche per altri paesi.

Se si inviano newsletter all’estero bisogna quindi attenersi anche ai regolamenti internazionali. Il quadro è decisamente complicato, soprattutto se si considera che quello che in un paese è assolutamente lecito, può risultare proibito in altri e essere causa di pesanti multe.

In collaborazione con Litmus abbiamo realizzato una panoramica per aiutarti a cavartela nella giunga della normativa anti-spam internazionale. Leggi subito la nostra infografica e la sua trascrizione immediatamente sotto la grafica.

Invii newsletter all’estero? Ecco a cosa devi fare attenzione.

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Quali sono le normative in vigore?

Il primo passo per rispettare le normative internazionali:

scoprire da quale paese provengono le sottoscrizioni e quali sono le norme in vigore in loco. Basta rivolgersi alle associazioni o agli enti locali per informarsi su come comportarsi in materia.

  • Canada: Legge anti-spam del Canada (CASL)
  • Stati Uniti: Legge contro lo spam (CAN-SPAM Act)
  • Spagna: Legge sul Commercio Elettronico e sui Servizi delle Società di Informazione
  • Paesi Bassi: Legge sulle telecomunicazioni
  • Italia: Art. 130 del Codice della Privacy
  • Regno Unito: Legislazione sulla tutela dei dati personali (Data Protection Act)
  • Francia: Articolo L- 43-5 del Codice delle poste e telecomunicazioni
  • UE: Direttiva relativa al trattamento dei dati personali e alle comunicazioni elettroniche*
  • Germania: Legge sulla protezione dei dati personali (BDSG)
  • Australia: Normativa anti-spam 2003

*A partire da Maggio del 2018 entrerà in vigore il nuovo Regolamento generale UE sulla protezione dei dati.

A chi si possono inviare email?

L’obiettivo principale delle normative anti-spam è quello di tutelare i cittadini dalla ricezione di email non desiderate. Per evitare che questo si verifichi la maggior parte delle normative in vigore prevede che chi invia email debba avere il permesso esplicito dei destinatari. Un’eccezione è il CAN-SPAM Act degli Stati Uniti, in base al quale non c’è bisogno del consenso esplicito dei destinatari purché questi abbia in qualunque momento la possibilità di bloccare la ricezione delle comunicazioni

Consenso richiesto: Germania, Regno Unito, Spagna, Francia, Australia, Paesi Bassi, Italia

Consenso non richiesto: Stati Uniti

Basta una spunta per avere il consenso?

Mentre alcune giurisdizioni accettano form pre-impostati o modalità di ottenimento passivo del consenso (ad es. in seguito all’acquisto di un prodotto), ve ne sono altre molto più rigide che richiedono un consenso esplicito. Tra i paesi che non consentono l’uso di form pre-impostati vi sono:

  • Germania
  • Canada
  • Australia
  • Paesi Bassi
  • Francia

Cosa fare quando gli iscritti non vogliono più ricevere newsletter?

Su questo punto c’è accordo tra le normative internazionali: bisogna sempre dare ai propri iscritti la possibilità di annullare la sottoscrizione. Per quanto vi siano diversi modi per farlo (telefonicamente o tramite email), è obbligatorio inserire in tutte le newsletter inviate un link funzionante per le cancellazioni.

La procedura di disiscrizione

Anche se i diversi paesi prevedono varie modalità per annullare la sottoscrizione, è bene seguire sempre questi consigli:

– Non addebitare costi aggiuntivi

– Non richiedere altre informazioni oltre all’indirizzo email

– Non richiedere agli iscritti di accedere al proprio account

– Non rimandare a più di una pagina per completare la procedura di disiscrizione

La possibilità di disiscrizione è obbligatoria in tutti i paesi. L’unica differenza sta nel tempo consentito per elaborare la richiesta. Se si impiega troppo tempo o non si porta a termine o non si prende affatto in considerazione la richiesta in alcuni casi si possono rischiare multe.

Giorni consentiti per elaborare una richiesta di disiscrizione

Germania, Francia, Italia: “nei tempi previsti” (Le leggi locali non prescrivono un tempo massimo per elaborare le disiscrizioni. Ogni caso viene analizzato singolarmente.)

Australia: 5 giorni

Stati Uniti, Spagna, Canada: 10 giorni

Regno Unito: 28 giorni

Paesi Bassi: 30 giorni

Quello che dicono le leggi (fino a 30 giorni). E quello che vogliono i clienti (risposta immediata)

Ogni volta che si invia un’email a un contatto che ha già richiesto la disiscrizione dalla newsletter si rischia di ricevere una segnalazione di spam. Gli iscritti conoscono bene la prontezza nella risposta quando si tratta di nuove sottoscrizioni e, di fronte a una mancata reazione a una richiesta di disiscrizione, vedono l’opzione “segnala come spam” come ultima valida alternativa possibile.

Quali sono le informazioni obbligatorie nelle newsletter?

Nei diversi paesi, le normative sull’email marketing non definiscono soltanto a chi si possono inviare le newsletter o come un iscritto può annullare la sottoscrizione, ma specificano anche quali sono le informazioni obbligatorie da inserire nelle email di carattere commerciale.

L’email deve contenere:

  • Il link per le disiscrizioni (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Germania, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Italia)
  • Il nome del mittente (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Germania, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Italia)
  • L’indirizzo postale (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Italia)
  • Contatto/i del mittente (Canada, Australia, Germania)

Cosa succede se non ci si attiene alle regole?

Violare una norma ha il suo prezzo.

In tutti i paesi, chi non rispetta le leggi anti-spam può incorrere in multe più o meno pesanti, il cui importo varia sulla base di diversi fattori, tra cui la natura della violazione o il numero di volte in cui è stata commessa.

  • USA – fino a 16.000 dollari statunitensi per email
  • Canada – fino al 10 milioni di dollari canadesi
  • Australia – fino a 1,7 milioni di dollari australiani
  • Regno Unito – fino a 500.000 sterline
  • Germania – fino a 4000 euro per email
  • Paesi Bassi – fino a 450.000 euro
  • Francia – fino a 750 euro per email
  • Spagna – fino a 600.000 euro per infrazione
  • Italia – fino a 3 anni di reclusione

Nel 2015 Compu-Finder, un’impresa di formazione canadese, ha ricevuto una multa del valore di 1,1 milioni di dollari canadesi. Secondo le autorità, Compu-Finder avrebbe inviato email senza il consenso o a contatti che avevano già richiesto la cancellazione.

Check list

Creare email conformi anche alle norme di altri paesi può essere difficile, ma se prima di inviare una newsletter all’estero controlli la nostra check list sarai di sicuro sulla buona strada:

  • Invia email solo a coloro che hanno esplicitamente acconsentito alla ricezione. Salva le informazioni relative al consenso.
  • Inserisci nelle email un link per la disiscrizione. Facilitane la procedura e cerca di elaborare quanto prima le richieste.
  • Fa’ in modo che i destinatari ti riconoscano facilmente come mittente. Inserisci il nome del tuo marchio nella newsletter e scegli un nome del mittente chiaro.
  • Consenti ai sottoscrittori di contattarti facilmente. Inserisci in tutte le email un indirizzo postale e un’email validi e assicurati che l’indirizzo email di risposta funzioni correttamente.
  • Sii onesto. Non nascondere il carattere commerciale della tua email e non usare mai un oggetto dell’email ingannevole.

Fonti e link utili

Associazioni locali

Stati Uniti: DMA – thedma.org
Canada: DMAC – directmac.org
Australia: ADMA – adma.com.au
Regno Uniti: DMA – DMA.org.uk
Germania: DDV – ddv.de
Paesi Bassi: DDMA – ddma.nl
Italia: AIDIM – aidim.org
Spagna: Adigital – adigital.org

Altre risorse

https://emailexperience.org/email-resources/eec-global-email-marketing-compliance-guide

https://www.ftc.gov/tips-advice/business-center/guidance/can-spam-act-compliance-guide-business (Stati Uniti)

http://fightspam.gc.ca/eic/site/030.nsf/eng/home (Canada)

http://www.acma.gov.au/Industry/Marketers/Anti-Spam (Australia)

http://www.seqlegal.com/blog/10-things-you-should-know-about-email-marketing (Regno Unito)

https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-pecr/ (Regno Unito)

http://web.bluebirdstrat.com/blog/are-you-in-compliance-eu-spam-and-cookie-directives (UE)

https://certified-senders.eu/wp-content/uploads/2014/03/Marketing-Directive.pdf (Germania)

https://www.newsletter2go.com/blog/legal-compliance-international-email-marketing/ (Germania, Regno Unito, Francia)

http://www.ukmarketingmanagement.com/email-marketing/email-legislation/email-legislation-the-netherlands/ (Paesi Bassi)

https://clientsites.linklaters.com/Clients/dataprotected/Pages/index.aspx

DICHIARAZIONE DI LIMITAZIONE DI RESPONSABILITÀ: questa infografica è stata redatta con l’intento di fornire un quadro completo delle diverse normative internazionali ma le informazioni in essa contenute non sono da intendersi, e non devono essere considerata, come consigli di natura legale. Ti preghiamo pertanto di rivolgerti ad un avvocato per una consulenza in materia di email marketing o per la risoluzione di controversie di natura legale.

Über den Autor

Angela Antonicelli
Country Manager Italia

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  1. […] dato il proprio consenso esplicito alla ricezione delle newsletter. Prerequisito questo per un email marketing a norma di legge, oltre che per evitare di incorrere in multe […]

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