10 consigli su come scegliere il nome del mittente giusto per le proprie newsletter

Nome del mittente newsletter

Perché è importante scegliere il nome del mittente giusto

Dopo l’oggetto, il nome del mittente è la prima informazione che i destinatari leggono quando ricevono un’email. Scegliere il nome del mittente giusto può essere davvero decisivo per il successo di una campagna, in quanto ne influenza il tasso di aperture.

Per i filtri anti-spam, il nome del mittente è addirittura più importante dell’oggetto. Per questo abbiamo preparato una serie di consigli per aiutarti a scegliere il nome del mittente giusto per le tue newsletter.

1. Indirizzo email o nome?

Alcuni client di posta elettronica mostrano sia il nome del mittente sia il suo indirizzo email, altri solo uno dei due. In entrambi i casi, è necessario che siano coerenti tra di loro. Da un alto, se viene mostrato solo uno dei due, i destinatari devono essere sempre in grado di riconoscerti come mittente; dall’altro, se vengono mostrati entrambi, occorre usare nomi consistenti.

Ci sono diverse possibilità di creazione dell’indirizzo email e del nome del mittente. Per rafforzare il branding, si consiglia quasi sempre di riportare il nome del proprio marchio o della propria azienda, ad esempio in questo modo:

Indirizzo email mittente:
[email protected]
[email protected]

Nome mittente:
Il team di NOME AZIENDA
Mario Rossi di NOME AZIENDA

2. Affidabilità

Come già accennato, la classificazione come spam di un’email si basa anche sul nome del mittente. Per questo è necessario scegliere un dominio serio e affidabile. Domini del tipo Gmail, Libero o Yahoo risultano poco professionali e inaffidabili.

Se l’indirizzo email del mittente non corrisponde al reale mittente o non è coerente con il resto dell’email, si rischia addirittura che la newsletter venga sospettata di phishing. Nel migliore dei casi sarà immediatamente cancellata, nel peggiore segnalata.

La soluzione migliore è scegliere un indirizzo email del mittente con il proprio dominio (ad es. [email protected]). In questo modo i destinatari possono facilmente verificare l’affidabilità del dominio, cercandolo su internet; in alternativa si consiglia di usare un dominio simile (ad es. [email protected]).

3. Riconoscibilità

I tuoi lettori hanno sottoscritto la newsletter per un determinato motivo e si aspettano contenuti interessanti. Per questo è molto importante che ti riconoscano anche come mittente delle newsletter. Il nome e l’indirizzo email del mittente devono essere coerenti con tutta la strategia di comunicazione utilizzata: chi legge il nome del mittente deve poterlo associare immediatamente al marchio. Come? Inserendolo nell’indirizzo email e nel nome del mittente.

4. Usare un nome di persona reale

Soprattutto quando la newsletter è rivolta a contatti personali B2B o contatti impersonali B2C, si consiglia di usare una persona come mittente, per far in modo che i destinatari associno immediatamente il nome alla persona di riferimento.

Pensaci bene, però, se per la tua newsletter è utile usare un contatto personale. Se usi un nome di persona è importante che la stessa persona compaia come contatto nelle newsletter. Se invece la tua presenza su internet o nelle stesse newsletter è legata principalmente al nome aziendale, usare un nome personale potrebbe confondere i destinatari.

5. Costanza

Una volta scelto il nome e l’indirizzo del mittente, dovresti usare sempre gli stessi o evitare di cambiarli troppo spesso per non confondere gli iscritti.

6. Mittenti diversi per i diversi gruppi target

Se invii diversi tipi di newsletter, potrebbe essere utile utilizzare diversi nomi e indirizzi email mittente per i diversi obiettivi. Questo aiuta i destinatari ad avere un’idea immediata dei possibili contenuti della newsletter. Ecco alcuni esempi:

[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]

Soprattutto per le newsletter classiche può essere estremamente utile contattare i diversi segmenti usando diversi nomi mittente e usare, ad esempio, un nome di uomo per i segmenti di sesso maschile e uno di donna per quelli sesso femminile. In questo modo è molto probabile che aumenti il tasso di aperture, perché gli iscritti possono identificarsi meglio con il mittente.

7. Personalizzazione dell’indirizzo email di risposta

Spesso le newsletter vengono inviate da un indirizzo del tipo “noreply”, cosa questa che rende non solo l’email poco simpatica ma anche poco affidabile. Dà ai tuoi iscritti la possibilità di contattarti. Uno scambio con i clienti non può che essere vantaggioso: da un lato mostri loro di essere presente e raggiungibile per le loro richieste, dall’altro potrai ricevere feedback utili per il miglioramento della tua attività.

Ma come fare? Una soluzione pratica è l’inserimento di un indirizzo email di risposta ad hoc. Quando un contatto risponde alla tua newsletter, la risposta arriverà automaticamente all’indirizzo email indicato. Scegliendo indirizzi diversi si può inoltre classificare meglio l’origine delle risposte.

8. Gestione dei bounce

Per tenere sotto controllo le email “rimbalzate” (i cosiddetti bounce), si usando diversi metodi, alle volte complessi; tra questi la scelta di un indirizzo mittente del tipo [email protected], con lo scopo di ricevere direttamente nella propria casella di posta le newsletter non consegnate e poterle quindi controllare.

Questa procedura oggi è ormai superata. Ci sono tecnologie più semplici ed efficaci per la gestione dei bounce. Sarebbe, del resto, davvero un peccato sprecare il potenziale dell’indirizzo email del mittente per tale finalità.

9. Deliverability e reputazione

La scelta dell’indirizzo del mittente non influenza solo il tasso di aperture ma anche quello di consegna delle tue email. Determinanti sono alcuni fattori, come:

  • la scelta di un indirizzo chiaro e univoco, facilmente associabile alla tua attività (no codici o sequenza di lettere prive di senso),
  • il non utilizzo di indirizzi gratis come Gmail o Yahoo,
  • il non utilizzo di un indirizzo del tipo “noreply”.

Utilizzando un indirizzo email con il proprio dominio, se ne rafforza anche la sua reputazione. Si aumenta inoltre la fiducia dei destinatari e si aumenta il tasso di consegna delle newsletter.

10. Effettuare test

Per verificare quali sono i nomi e gli indirizzi del mittente che raggiungono i migliori tassi di apertura, si consiglia di testarne diversi tra di loro. Con un test A/B si possono confrontare tra loro non solo diversi oggetti ma anche diversi nomi di mittente. Ti consigliamo però di non esagerare con i test: l’uso di indirizzi diversi può confondere gli iscritti e portare nella direzione opposta rispetto a quella desiderata.

Über den Autor

Angela Antonicelli
Country Manager Italia

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