Come riattivare i contatti inattivi

Come fare per riattivare gli iscritti inattivi?

Perché vale la pena riattivare i sottoscrittori inattivi

In teoria chi si iscrive a una newsletter lo fa perché è interessato ai suoi contenuti. Se si utilizza la procedura di doppio opt-in che prevede l’invio di una email di conferma della sottoscrizione, è davvero difficile che qualcuno si iscriva per sbaglio a una newsletter.

Con questa premessa, ci si attenderebbe che le newsletter vengano lette da tutti i sottoscrittori. Purtroppo, però, non è quello che si verifica in quanto solo una parte degli iscritti possono essere annoverati tra i contatti attivi. Una parte di essi, infatti, non reagisce alle newsletter ricevute – sia in termini di lettera che in termini di clic sui link. Si tratta dei contatti cosiddetti “inattivi”: aumentano con il passare del tempo, fanno ridurre l’efficienza delle campagne di newsletter inviate e vanno pertanto presi in considerazione.

Ogni singolo indirizzo email presente nella rubrica è importantissimo perché rappresenta un contatto in più a cui rivolgersi e che potenzialmente potrebbe far aumentare il fatturato. Guadagnare nuovi sottoscrittori richiede un investimento di tempo e denaro; bisogna infatti trovare le giuste strategie per convincerli a iscriversi alla newsletter. Diventa pertanto molto più facile, oltre che più economico, riattivare i contatti inattivi.

Le possibilità di riconquistare gli utenti inattivi sono più alte di quello che si possa immaginare: il fatto che ancora non abbiano autonomamente deciso di annullare la propria sottoscrizione fa pensare che siano ancora interessati a riceverla. Quello che serve è convincerli a leggere (di nuovo) le newsletter ricevute e, nella migliore delle ipotesi, cliccare sui suoi contenuti. Ecco come fare.

Come creare una buona newsletter di riattivazione

Come per una normale campagna di email marketing, anche per riattivare i sottoscrittori dormienti è necessaria una strategia. In primo luogo, bisogna scoprire cosa ha portato quelle persone a ignorare le email; in secondo luogo, occorre capire quello che li aveva portati a iscriversi alla mailing list. Erano alla ricerca di buoni sconto, offerte o contenuti specifici e li hanno ricevuti solo subito dopo la sottoscrizione? Riproporre questi contenuti può essere un buon modo per ricontattarli.

Per fare in modo che una email di riattivazione funzioni davvero, deve distaccarsi dalle altre. Ci sono diverse possibilità per farlo.

  1. Novità

Le cose nuove sono di solito quelle che interessano di più. Ci sono nuovi prodotti da offrire, un aggiornamento del design o nuovi vantaggi per i clienti? Questi potrebbero essere alcuni buoni motivi per farsi sentire di nuovo dai contatti inattivi e far notar loro che qualcosa è cambiato.

  1. Oggetto

La scelta del testo da porre come oggetto dell’email deve essere molto accurata. L’oggetto è uno tra i fattori che maggiormente influenzano il tasso delle aperture. Per richiamare l’attenzione si possono utilizzare simboli Unicode, personalizzazioni con il nome del destinatario o un oggetto particolarmente corto o lungo. Meglio evitare oggetti del tipo “Ci sei mancato”, troppo espliciti e poco efficaci e mostrare invece quello che si ha da offrire.

  1. Nome del mittente

Soprattutto se nelle newsletter precedenti si è utilizzato il nome aziendale come nome mittente, può essere di aiuto utilizzare il nome di una persona concreta nelle newsletter di promemoria, di solito più affidabile e meno impersonale.

  1. Questionario

Chiedere direttamente ai sottoscrittori quali sono gli argomenti per loro più interessanti, può aiutare a scoprire con maggiore facilità quello che vorrebbero leggere e quello che invece preferirebbero non ricevere più.

  1. Frequenza di invio

Se si inviano ogni giorno newsletter, fare una piccola pausa può essere un modo per richiamare l’attenzione. Al contrario, se invece si inviano newsletter solo sporadicamente può essere utile inviare aggiornamenti più di frequente.

  1. Test A/B

Per scoprire quali sono i contenuti più apprezzati dagli iscritti, si consiglia di inviare email con nomi del mittente o con oggetti diversi e confrontarli tra di loro.

Dopo l’invio della newsletter di riattivazione occorre verificare poi i risultati raggiunti e analizzare le percentuali di apertura e dei clic. Anche la riattivazione di una piccola parte dei contatti inattivi è un ottimo segnale. Per scoprire poi quali sono i contatti sui cui l’email ha portato ai risultati desiderati, con Newsletter2Go è possibile filtrare i risultati delle statistiche.

A chi inviare una email di riattivazione

Prima di tutto bisogna selezionare i contatti inattivi delle rubriche. Con Newsletter2Go si può fare in diversi modi:

– usando il punteggio di qualità assegnato a ogni contatto. Basta selezionare i contatti che hanno un punteggio basso (0 o 1 stella), indice di un basso livello di interazione con la newsletter.

– creando manualmente un gruppo di contatti che non hanno interagito in un determinato arco di tempo. Come filtro si possono usare le aperture o i clic degli ultimi 3, 6 o 12 mesi. Occorre quindi selezionare una newsletter del periodo scelto e filtrare i contatti su base comportamentale (“ha ricevuto”, “a aperto”, ecc.). In realtà, l’indice più affidabile sono i clic. Le aperture, infatti, sono registrate solo se i destinatari scaricano le immagini, e risultano pertanto essere un valore meno preciso.

Dopo aver scelto i destinatari, si passa all’invio di una newsletter unica o all’attivazione di una email di promemoria automatica. Su questa pagina spieghiamo come creare una newsletter di riattivazione.

Conclusione

Pur creando una campagna di riattivazione perfetta in ogni dettaglio, non si può sperare di riattivare il 100% degli iscritti contattati. Se anche dopo diverse email di riattivazione gli iscritti non mostrano alcun tipo di reazione, è più utile cancellarli dalla newsletter. Da un lato le rubriche saranno più aggiornate, dall’altro si ridurranno i costi di invio delle proprie campagne, oltre che migliorare la propria reputazione con un tasso maggiore di utenti attivi.

In alcuni casi può tuttavia essere utile non cancellarli dalla rubrica. Se hanno sottoscritto la newsletter può accadere prima o poi che leggano o clicchino sulle email ricevute. Risultato, questo, raggiungibile inviando più spesso newsletter di riattivazione.

Über den Autor

Angela Antonicelli
Country Manager Italia

War der Beitrag hilfreich?

Thank You!

Lascia un commento

Newsletter2Go utilizza cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Continuando a navigare su questo sito, si accetta l'uso dei cookie. Accetto.